Whistleblowing

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Canale realizzato nel rispetto del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e dei principi di tutela del segnalante previsti dal D.Lgs. 24/2023.

Whistleblowing

TSC Casoni e whistleblowing

Si tratta della disciplina regolata dal D.Lgs. 24/2023 (attuazione della Direttiva Europea 2019/1937) che estende l’obbligo di attivazione dei canali di segnalazione a tutte le aziende con più di 50 dipendenti e a gran parte del settore pubblico.

1. Esempi di whistleblowing
Per semplificare un concetto che può risultare astratto, ricorriamo ad alcuni esempi che ci aiutano a comprendere cosa può segnalare un whistleblower. Il segnalante può essere un dipendente dell’ufficio contabilità di un’azienda che si accorge di un buco nel bilancio oppure, come nel caso del banchiere britannico Howard Wilkinson, del riciclaggio di denaro. E ancora, il whistleblower può essere anche il ricercatore di una casa farmaceutica venuto a conoscenza del fatto che il farmaco che sta per essere lanciato sul mercato non ha superato tutti i test di controllo e quindi può avere effetti collaterali pericolosi. Si tratta naturalmente di esempi generici che possono moltiplicarsi e differenziarsi in base agli ambiti lavorativi e ai tipi di comportamenti illeciti. Altre segnalazioni di presunti illeciti possono infatti riguardare tangenti, spionaggio aziendale, furti, abusi di potere o falsificazione di documenti.

Whistleblowing

2.Come è regolamentato
La persona o l’ufficio interno ovvero il soggetto esterno, a cui è affidata la gestione del canale di segnalazione interna devono necessariamente svolgere almeno le seguenti attività:
• rilasciare alla persona segnalante un avviso di ricevimento della segnalazione entro sette giorni dalla data di ricezione;
• mantenere le interlocuzioni con la persona segnalante richiedendo a quest’ultima, se necessario, integrazioni;
• dare diligente seguito alle segnalazioni ricevute;
• fornire riscontro alla segnalazione entro tre mesi dalla data dell’avviso di ricevimento o, in mancanza
di tale avviso, entro tre mesi dalla scadenza del termine di sette giorni dalla presentazione della segnalazione;
• mettere a disposizione, sui siti web e nei luoghi di lavoro, informazioni chiare sul canale, sulle procedure e sui presupposti per effettuare le segnalazioni interne.

Cosa NON deve fare Il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione aziendale – Gestore del Canale Interno – in base alla normativa attualmente vigente:

  • NON tutela diritti e interessi individuali,
  • NON svolge attività di accertamento/soluzione di vicende soggettive e personali del segnalante,
    né può incidere, se non in via indiretta e mediata, sulle medesime,
  • NON può sostituirsi alle istituzioni competenti per materia,
  • NON fornisce rappresentanza legale o consulenza al segnalante,
  • NON si occupa delle segnalazioni provenienti da enti privati.

LEGGI LA NORMATIVA

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